Il mio primo “45 giri”

23 06 2011

Ciao a tutti.

Devo dire che questi miei primi “45 giri” (gli anni che ho compiuto il 14 di giugno) mi elettrizzano, non so come spiegarlo, ma é come se da sempre necessitassi dell’Oceano e del deserto per sentire anche i miei spazi interiori dilatarsi. Vi avevo mai detto che ho vissuto i primi 7 anni della mia vita a Civitavecchia? Beh, questo fatto di essere tornato a vivere in riva al mare (l’Oceano, per la veritá, che é altra cosa che il Mediterraneo) mi riporta indietro di quasi 40 anni, memorie d’infanzia di grandi scoperte e di spazi ed orizzonti molto piú aperti. Grazie a Dio, é tornato ad essere cosí, tanto geograficamente come emozionalmente.

Io sto bene, direi benone. In questi giorni stiamo festeggiando varie ricorrenze: il 10 giugno (1 anno nella casa di San Miguel), l’11 (2 anni che stiamo in Messico), oggi (il mio compleanno) ed il prossimo 19 qui é stata la festa del papá (non so perché, peraltro). Comunque, sono tutte occasioni per fare un po’ il punto della situazione: queste latitudini, un po’ marginali rispetto ai “centri” produttivi e storici dell’umanitá e del pianeta si addicono al desiderio che ho di approfondire delle dimensioni di silenzio, di lavoro all’ombra e, soprattutto di un altro modo di gestire il tempo. I messicani non si stressano mai…questo, peraltro, per me é abbastanza stressante, e mi crea problemi professionali, ma tant’é, comincio ad accettarlo.

Ormai tutto il mio lavoro si concentra sul versante “culturale” (corsi di italiano e di inglese, organizzazione di viaggi in Italia), spirituale (corsi e seminari di meditazione e filosofia-psicologia integrale) e “di cura” (counseling individuale ed alle organizzazioni): tutte attivitá magnifiche e che faccio con entusiamo. Nel preparare tutte queste attivitá, naturalmente, studio, scrivo, leggo, prego, medito: che dire? Tutto ció che amo. Il mercato é difficile, qui, la domanda non é tanta, per ora, ma, insomma, questa cittá, Ensenada, ha solo 70 anni di storia e non c’é dubbio che con l’evoluzione della stessa verrá anche una domanda di servizi personalizzati ed un po’ piú sofisticati, come quelli che offro.

La vita di famiglia, ora: Esteban ha quasi 10 anni, ormai. Frequenta una scuola sperimentale Montessori che é completamente incentrata sulle scienze naturali e sull’etica evoluzionista, e soprattutto, é molto pratica e concreta. Pensa che non assegnano compiti, non danno voti, mai e non fanno esami…Lui é felice, anche se gli manca tanto l’Italia.

David é una piccola peste, intelligente, vivace, bello provocatorio (una volta, appena alzato, mi ha visto arrivare in cucina ed ha esclamato: “Ecco il tonto’”, avrá ragione?). Pensa che l’altro giorno la sua maestra ci ha detto che le ha chiesto di fare un gioco di guerra e le ha detto “Tu sei la cattiva, ed io sono quello ancora piú cattivo!!!”. Ma é anche un bimbo pieno di sensibilitá e tenerezza: da mangiarselo. Fa simbiosi con la sua mamma: sono inseparabili di giorno e purtroppo, spesso, anche…di notte (sigh!).

Martha sta lavorando come interior designer per la gestione delle varie propietá del padre: un primo, timido, tentativo di entrare nel mondo del lavoro e scommettere sulle sue potenzialitá che, come sappiamo bene tutti (tranne lei, purtroppo) sono senza limiti. Per il resto, ovviamente, fa la mamma e la donna di casa e, di tanto in tanto, prende lezioni di ceramica, pittura e scultura. Qui, per fortuna, nel suo settore delle arti plastiche e figurative, non mancano le opportunitá, ma deve un po’ crederci lei. Credo che l’Italia manchi molto piú a lei che a me.

Luna, ora, l’altro vero amore della mia vita: la mia cagnetta é un fascio di raggi di luce, che proiettano affetto, fedeltá, protezione, simpatia ed umorismo in ogni cosa che fa. Non so come ho potuto vivere tanto senza di lei. Ora c’é, per fortuna. E ci sará per tanto tempo. Oggi anche lei compie un anno: che coincidenza, no? Bene.

Per ora, credo che sia tutto: la speranza é quella di venire in Italia tra il prossimo inverno e la prossima primavera, ma, insomma, dipende dalle risorse economiche che avremo a disposizione. Dell’Italia mi mancano i film di Verdone, le pastarelle della domenica, l’ombra umbra e le sagre. Ma anche molto altro, piú evocato che reale.

Vi voglio bene. Vi considero amici con cui la condivisione emozionale, mentale e spirituale é fertile e preziosa. E finalmente non penso piú che tempo e spazio siano ostili. Cosí, sentiamoci vicini e non perdiamoci di vista…

Per tutte le foto vi rinvio a facebook!

Stefano.

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